Quattro chiacchiere con… Alberto Martinelli

Nel settore della mediazione creditizia, reputazione e fiducia si costruiscono nel tempo, attraversando cicli di mercato anche molto diversi tra loro. Alberto Martinelli, Team Manager di Euroansa a Milano, porta con sé un’esperienza pluriennale nel comparto finanziario, maturata ben prima del suo approdo nella nostra realtà. La sua è una storia di competenza tecnica e profonda conoscenza delle dinamiche del credito, qualità che oggi lo rendono una guida solida per il suo team.
Entrato in Euroansa nel 2023, Alberto ha integrato il proprio bagaglio professionale con i valori e la metodologia della società, assumendo un ruolo di leadership in una delle piazze più sfidanti d’Italia. Il suo ingresso ha rappresentato un ulteriore passo di crescita per la rete, grazie a una visione capace di coniugare efficienza dei processi e centralità delle persone. Lo abbiamo intervistato per ripercorrere le tappe della sua carriera, comprendere le ragioni della sua scelta e conoscere la direzione che intende dare al suo ufficio.
Alberto, la tua carriera nella mediazione creditizia affonda le radici in anni di attività sul campo. Guardando al tuo percorso, quali sono stati i cambiamenti più profondi del settore e in che modo la tua esperienza ti aiuta oggi a interpretare un mercato sempre più complesso?
Dalla nascita della mediazione creditizia a oggi, i cambiamenti più significativi sono stati due. Il primo risale al 2010, con il Decreto “141” (cosiddetto Decreto Pinza), attuativo di una Direttiva Europea del 2008 sul credito ai consumatori. Questo intervento normativo ha portato ordine nel settore, imponendo la necessità di operare attraverso strutture aziendali organizzate, capaci anche di svolgere una funzione di controllo.
Dopo un iniziale periodo di riflessione da parte degli operatori, l’effetto è stato chiaro: selezione, qualificazione e maggiore riconoscimento da parte dei clienti e degli Istituti di Credito. In “onore” del Decreto 141 chiamai la mia società MF 141 S.r.l. Successivamente compresi che operare all’interno di realtà di grandi dimensioni fosse una scelta strategica. Da lì maturarono le decisioni che mi hanno condotto in modo definitivo in Euroansa.
Il secondo grande cambiamento è stato il periodo del Covid. Ha modificato profondamente il modo di lavorare. Prima gli appuntamenti da remoto erano rari, oggi sono una prassi consolidata. Questo consente maggiore rapidità nei contatti, una prima selezione più efficace e una preparazione più strutturata del lavoro. Inoltre, la restrizione dell’accesso agli sportelli bancari ha determinato una dequalificazione del servizio diretto al cliente, rafforzando il valore della consulenza del mediatore creditizio.
Se consideriamo il Mutuo Prima Casa, il cambiamento attuale, pur non legato a un momento preciso, riguarda soprattutto l’evoluzione della professione verso una crescente complessità. Il nostro lavoro si intreccia con aspetti giuridici, tecnici e urbanistici e richiede competenze sempre più approfondite. Si qualifica chi studia, chi resta aggiornato e chi sa interpretare il contesto. In questo modo il mediatore creditizio diventa un partner centrale per tutti gli attori della compravendita immobiliare, dal cliente fino ai professionisti coinvolti nel processo.
Nel 2023 hai scelto Euroansa. Dopo una lunga esperienza in altre realtà, cosa ti ha convinto e quali aspetti della filosofia aziendale senti più vicini al tuo modo di lavorare?
Potrei dire molto, ma mi limito a pochi elementi essenziali. È raro trovare un’organizzazione come Euroansa che, pur avendo raggiunto dimensioni importanti, riesca a mantenere una relazione autentica con ciascuno degli oltre 900 collaboratori. Qui si impara per osmosi e osservando si comprende cosa si fa e come lo si fa. Questo clima si respira in sede, dove ogni incontro lascia qualcosa.
A questo si aggiungono aspetti fondamentali: trasparenza, supporto, accoglienza, disponibilità al confronto. Secondo i dati nel portale OAM, Euroansa registra il tasso di turnover più basso del mercato e riunisce professionisti qualificati con performance medio-alte anche sul piano qualitativo. Crescere insieme ai migliori significa rafforzare reputazione e risultati, a beneficio di tutti.
Qual è, secondo te, il segreto per costruire un team coeso e performante?
Non esiste una formula valida per tutti. La formazione è sicuramente importante. Per essere un vero punto di riferimento non basta la capacità relazionale. È necessario che sia accompagnata da una competenza solida e costantemente aggiornata.
Tuttavia, se dovessi sintetizzare il segreto in una frase, direi: “Scegli persone per bene alle quali non è stato riconosciuto il loro valore. Riconosciglielo e falle crescere. Sempre.”
Il benessere quotidiano è determinante. Le persone con cui si crea sintonia, lealtà e piacere di collaborare sono quelle che crescono con te e ti aiutano a crescere. La condivisione all’interno del team è essenziale, perché ognuno possiede un metodo, un’intuizione, un approccio che può arricchire gli altri.


