Dai banchi di scuola alla consulenza Euroansa. Ecco perché l’educazione finanziaria è fondamentale per il futuro.

educazione finanziaria

C’è un momento, per ogni giovane uomo, in cui arrivano le prime scelte economiche reali, come aprire un conto, gestire i primi risparmi, decidere se affrontare una spesa con un piccolo prestito e capirne di più sui tassi di interesse. Sono decisioni che spesso si prendono “per istinto”, senza strumenti solidi. Eppure da quelle scelte iniziali dipende una parte importante della serenità economica futura.

Negli ultimi anni questa consapevolezza è diventata centrale anche per il legislatore italiano. Con la Legge Capitali, approvata nel 2024, l’educazione finanziaria è stata inserita all’interno dell’insegnamento dell’educazione civica in tutte le scuole. È un passo culturale enorme, perché per la prima volta la scuola italiana riconosce che comprendere denaro, rischi, risparmio e decisioni finanziarie non è un tema da adulti, ma una competenza di cittadinanza.

Tuttavia è una riforma appena entrata in vigore e i suoi effetti concreti si vedranno solo negli anni, quando i programmi saranno pienamente applicati e le scuole avranno definito metodi e strumenti efficaci. Di certo rappresenta un cambio di visione atteso da tempo.

I dati ci dicono che il bisogno è reale. Le rilevazioni più recenti mostrano che l’Italia è in fondo alle classifiche internazionali di alfabetizzazione finanziaria. Secondo l’Ocse, solo il 16% degli adulti raggiunge un livello adeguato di competenze e i giovani non stanno meglio. I quindicenni italiani, nelle prove Ocse-Pisa, hanno ottenuto risultati inferiori alla media europea nelle conoscenze finanziarie di base. 

Significa che la maggior parte dei ragazzi italiani fatica a interpretare le basi della gestione finanziaria: cos’è un tasso di interesse, come valutare i rischi di un credito e capire la differenza tra spesa, risparmio e investimento. Naturalmente, non è una mancanza di capacità, bensì una mancanza di educazione, consapevolezza e allenamento alle scelte economiche quotidiane.

Per questo introdurre l’educazione finanziaria a scuola è un investimento sul futuro. Significa dare ai ragazzi la capacità di affrontare scelte concrete, come gestire un budget mensile, leggere una busta paga, proteggersi dalle truffe online o magari identificare un debito che costruisce opportunità, come l’acquisto di un immobile, da un altro che può pesare per anni, a tassi alti, per un bene che perde di valore. 

Introdurre l’educazione finanziaria serve proprio a dare ai ragazzi la “cassetta degli attrezzi” per distinguere un’opportunità da un rischio e non incappare in errori con conseguenze pesanti.

Se la scuola ha il compito di fornire la teoria, la famiglia rimane la prima palestra dove allenare la pratica. Non è necessario essere economisti per educare i figli al valore del denaro. Parlare di soldi con serenità, spiegare come si gestisce il budget familiare, insegnare ai più piccoli a chiedersi “Ne ho davvero bisogno o lo desidero soltanto?”. Anche la paghetta può diventare uno strumento utile per imparare gestione, attesa e risparmio finalizzato a un obiettivo.

Naturalmente scuola e famiglia da sole non bastano quando le decisioni diventano complesse. Il percorso educativo si completa quando le scelte diventano reali. È in queste fasi che figure professionali come i mediatori del credito e i consulenti finanziari possono fare la differenza, accompagnando giovani e famiglie con chiarezza e competenza.

Euroansa lavora da anni sulla consapevolezza finanziaria delle persone e si colloca proprio in questo spazio, contribuendo a dare continuità al percorso educativo. La consulenza personalizzata diventa un punto d’appoggio nei momenti decisivi, quando è necessario comprendere quali siano le scelte più sostenibili per costruire un futuro stabile e sereno.

L’educazione finanziaria, dunque, è un percorso che inizia sui banchi di scuola, cresce nelle prime esperienze economiche e si rafforza nei momenti fondamentali di scelta, quando la consulenza specializzata diventa lo strumento che chiude il cerchio e completa il percorso formativo

È in questo intreccio tra formazione e supporto professionale che si costruisce una società più solida, capace di affrontare il futuro con meno timori e più libertà.

Autore: Riccardo Tripepi

Avvocato e Giornalista

Biografia dell’autore

Riccardo Tripepi Avvocato e Giornalista
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