Panta rei. Tutto scorre.

Comunicare bene utilizzando le risorse tecnologiche ma senza sacrificare l'aspetto emotivo

Panta rei. Tutto scorre.

Una frase, un pensiero filosofico che, nonostante sia stato scritto decine di secoli fa, oggi come mai si trasforma in una frase tanto moderna quanto attuale. Questo perché prende corpo e anima nella nostra vita quotidiana in cui tutto è in veloce cambiamento e mutamento.

Le lancette dell’orologio sembrano scorrere velocissime, arriviamo a sera che la giornata è letteralmente scappata via come un soffio di aria primaverile, rincorsi (quasi perseguitati) da mille scadenze e da mille impegni. A volte sono impegni di lavoro, altre volte impegni personali ma con il fil rouge comune che abbiamo sempre un occhio sugli orari da rispettare.

In questo contesto da thriller hollywoodiano siamo giornalmente bombardati da un guazzabuglio di informazioni di qualsiasi genere, toccando i temi più disparati, il tutto intervallato da una miriade di pubblicità commerciali.

Insomma, tutto sembra importante.

Ma quando tutto sembra importante, ne consegue che niente lo sembra davvero, finendo per perdere quel significato e quel senso intrinseco che invece dovrebbe avere.

Soffermiamoci ora sulla parola “significato” che, come insegna il vocabolario Treccani, è il contenuto di qualsiasi elemento della comunicazione. Va da sé che tutto quello che ci circonda, perdendo significato, ha una comunicazione meno efficace.

Il messaggio da percepire così diventa spesso un ostacolo insormontabile e il suddetto bombardamento di informazioni ottiene esattamente l’effetto opposto: invece che dare un messaggio, toglie comunicazione e contenuto al messaggio stesso.

Come avviene allora una comunicazione efficace e come può un professionista fornire un messaggio chiaro e puntuale? Rispondiamo un punto alla volta.

Anzitutto per una comunicazione efficace il messaggio deve arrivare al cuore e non solo colpire la mente (come ben spiegato nella “Pragmatica della comunicazione umana”). Nessuna comunicazione raggiunge l’attenzione dell’interlocutore e dell’ascoltatore se non rompe la barriera emotiva, prima ancora che la sfera razionale.

Un messaggio, per essere d’impatto ed essere ricordato, deve colpire le emozioni.

Un professionista quale il mediatore del credito dovrà quindi conoscere bene il suo interlocutore, fare domande, analizzare minuziosamente la storia e la situazione del cliente. Questo metodo di azione, oltre a dare una soluzione ottimale per soddisfare la richiesta iniziale (aspetto che si dà per scontato quando ci si rivolge ad un mediatore del credito) gli permetterà di capire quale sia il modo migliore di comunicare il proprio messaggio.

Il mediatore del credito sfrutterà dunque la sfera emotiva per rendere il messaggio efficace, aspetto invece tutt’altro che scontato nel modo di agire di moltissimi professionisti. Non bisogna dimenticare infatti che il cammino che porta ad un rogito notarile a partire da una prima consulenza è fatto da molti passaggi e necessita di una capacità comunicativa ottimale per interfacciarsi con i vari interlocutori protagonisti di tale percorso.

Si potrebbe affermare che tutto è accademicamente facile, certo. Purtroppo non è così.

Bisogna fare un passo indietro e, come fatto all’inizio di questo articolo, tornare ad analizzare il contesto in cui il metodo di comunicazione è chiamato ad intervenire: un mondo che ci bombarda di informazioni di ogni tipologia 24 ore su 24 perché siamo sempre connessi, attraverso computer, smartphone e televisioni; un mondo in cui siamo sempre raggiungibili, al punto tale che il non esserlo ci mette in apprensione.

Su quest’ultimo aspetto l’analisi sarà diretta ed essenziale, proprio per quanto detto finora al fine di chiudere il cerchio.

Spostare il mercato dell’informazione in una piattaforma digitale è sicuramente un passo in avanti, ma sperare che la comunicazione passi essenzialmente attraverso uno schermo è un azzardo rischioso, proprio per il fatto che la comunicazione è un processo che non avviene se non si raggiunge la parte emotiva dell’interlocutore (e questo avviene raramente quando si trattano argomenti tecnici).

È dunque necessaria un’abile integrazione tra fattore digitale e fattore umano in cui coltivare il lavoro. Il mediatore del credito potrà così sviluppare la propria capacità di conoscere ed analizzare il cliente, sapendo così comunicare efficacemente ogni singolo passaggio con chiarezza e trasparenza.

Autore: Flavio Caleffi

Mediatore Creditizio

Biografica dell’autore

Flavio Caleffi

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