Perché affidarsi a un consulente del credito: mutui, prestiti e strategie per famiglie e imprese

Perché affidarsi a un consulente del credito: mutui, prestiti e strategie per famiglie e imprese

Per molte famiglie e imprese, oggi più che in passato, affidarsi a un consulente del credito è una scelta strategica che incide direttamente sul futuro. Comprare casa, ristrutturare, ottenere liquidità, sostenere un investimento o riorganizzare i propri impegni finanziari significa assumere decisioni destinate ad accompagnare per anni la vita personale e professionale.

Negli ultimi due anni il mercato del credito ha attraversato una fase di forte instabilità. Dopo l’impennata dei tassi del 2023, a partire dalla seconda metà del 2024 e nel corso del 2025 si è avviata una fase più favorevole, caratterizzata da una progressiva discesa dei tassi, pur all’interno di un contesto economico internazionale ancora incerto. In questo scenario, il ruolo del consulente del credito diventa sempre più centrale per orientarsi tra mutui, prestiti e finanziamenti.

Secondo i dati diffusi dall’ABI, i tassi medi sui nuovi mutui sono scesi rispetto ai picchi degli anni precedenti, ma questo non significa un ritorno automatico alle condizioni del passato. Le banche restano prudenti e selettive, valutando con attenzione la sostenibilità delle operazioni. 

Anche la politica monetaria della Banca Centrale Europea si muove in una fase di cautela, con tassi che nel 2025 si sono stabilizzati su livelli ancora rilevanti. Proprio questa incertezza rende più complessa la scelta tra tasso fisso e variabile, durata del finanziamento e struttura della rata. Tutte decisioni per le quali il supporto di un consulente del credito può fare la differenza.

Oggi affidarsi esclusivamente alla propria banca o alle informazioni reperite online non è sufficiente e può risultare fuorviante. Non perché manchino le offerte, ma perché spesso manca una visione complessiva.

La banca valuta il rischio secondo parametri interni, mentre il cliente guarda all’obiettivo e alla rata che ritiene sostenibile. Il consulente del credito agisce come ponte tra questi due mondi, traducendo le esigenze della persona o dell’impresa in una richiesta finanziaria chiara, realistica e sostenibile.

Il valore di questa figura emerge ancora di più se si considera che, come evidenziato dagli studi OCSE, il livello di alfabetizzazione finanziaria in Italia resta inferiore alla media europea. Concetti come costo totale del finanziamento, differenza tra TAN e TAEG o impatto della durata del mutuo non sono sempre immediati. Il consulente del credito aiuta a rendere queste informazioni comprensibili, riducendo il rischio di scelte poco consapevoli.

Affidarsi a un consulente del credito significa partire da un’analisi concreta della propria situazione, tra reddito, patrimonio, impegni già in essere e prospettive future. Nel caso di un mutuo, la domanda chiave non è solo “quanto posso ottenere”, ma “quanto è corretto ottenere” per mantenere nel tempo l’equilibrio del bilancio familiare. La sostenibilità della rata, oggi, conta quanto il tasso applicato.

Un altro vantaggio rilevante riguarda il confronto tra le diverse soluzioni disponibili. Una banca può proporre solo i propri prodotti, mentre un consulente del credito opera invece su più istituti e più strumenti finanziari. Questo consente di valutare alternative non solo in termini di costo, ma anche di flessibilità contrattuale, garanzie richieste e tempi di istruttoria. Un supporto particolarmente utile per chi non rientra nei profili “standard” e rischia, senza una consulenza adeguata, di vedersi respingere una richiesta finanziabile con un’impostazione diversa.

Il mutuo è l’esempio più evidente di quanto un consulente del credito possa incidere. In una fase in cui tornano attuali anche surroghe e rinegoziazioni, la consulenza è fondamentale per capire se il cambiamento conviene davvero o se il vantaggio è solo apparente. Non sempre abbassare il tasso equivale a risparmiare, soprattutto quando il mutuo è già in una fase avanzata.

Lo stesso vale per altre forme di credito, come i prestiti personali o la cessione del quinto. Strumenti spesso scelti per rapidità, ma che incidono in modo significativo sulla capacità di spesa futura. Anche in questi casi, il consulente del credito aiuta a evitare sovrapposizioni e a inserire ogni scelta all’interno di una strategia finanziaria coerente.

Per le imprese, infine, il consulente del credito assume un ruolo ancora più strategico. Molte piccole e medie realtà non dispongono di una struttura interna dedicata alla gestione finanziaria. Presentarsi alle banche con richieste poco strutturate significa spesso rinunciare a opportunità di crescita. Un’analisi preventiva, un check-up finanziario e una corretta impostazione della pratica possono incidere in modo determinante sull’esito di una richiesta di finanziamento.

In questo contesto, Euroansa svolge il ruolo di cerniera tra famiglie, imprese e sistema bancario. Un modello basato sulla consulenza personalizzata, sull’educazione finanziaria e su un accompagnamento che continua anche dopo la firma del contratto.

Affidarsi a un servizio di mediazione creditizia come quello di Euroansa significa arrivare alle decisioni finanziarie con maggiore consapevolezza e ridurre i margini di errore, mettendo il credito al servizio dei propri obiettivi senza comprometterne la sostenibilità futura. È questa la differenza tra una scelta presa in fretta e una decisione costruita nel tempo.

Autore: Riccardo Tripepi

Avvocato e Giornalista

Biografia dell’autore

Riccardo Tripepi Avvocato e Giornalista
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