L’accollo del mutuo è un’operazione con cui un soggetto subentra nelle obbligazioni di un mutuo già in essere: il nuovo soggetto, detto accollante, si impegna a rimborsare il debito residuo al posto del debitore originario, chiamato accollato.
Sebbene talvolta si usi impropriamente il termine “subentro”, in realtà l’accollo è il termine tecnico corretto, mentre il subentro è un’espressione più colloquiale usata soprattutto nelle compravendite tra privati.
Esistono diverse forme di accollo, caratterizzate dal grado di responsabilità attribuito alle parti:
- Accollo liberatorio: l’accollato è completamente sollevato da ogni obbligo verso la banca e il debito passa interamente all’accollante.
- Accollo non liberatorio: l’accollato resta obbligato insieme all’accollante e, in caso di inadempimento, la banca può rivalersi su entrambi.
- Accollo semplice: l’accollante si obbliga solo verso l’accollato, mentre la banca non può agire direttamente nei suoi confronti.
- Accollo cumulativo: la banca può rivalersi sia sull’accollante sia sull’accollato.
- Accollo novativo: si modifica in modo sostanziale l’accordo, sostituendo formalmente il debitore originario.
- Accollo privativo: equivale all’accollo liberatorio, con sostituzione completa del debitore.
Nel caso di compravendita immobiliare tra privati, l’accollo avviene quando l’acquirente accetta di proseguire il pagamento del mutuo residuo del venditore; tale impegno deve essere inserito esplicitamente nell’atto notarile. Sebbene il consenso della banca non sia necessario per validità tra le parti, è fondamentale affinché l’accollante venga riconosciuto come nuovo debitore; inoltre, in caso di accollo liberatorio, il consenso bancario è indispensabile per liberare completamente l’accollato. Inoltre, l’ipoteca originaria sull’immobile resta valida, garantendo il finanziamento residuo senza la necessità di una nuova iscrizione, con conseguente risparmio sui costi notarili e fiscali.
L’operazione può offrire vantaggi per entrambe le parti: l’accollante usufruisce di condizioni già concordate e risparmia su istruttoria, perizia e imposta sostitutiva, mentre l’accollato, soprattutto in caso di accollo liberatorio, viene liberato da ogni obbligo (pur assumendosi il rischio che la banca non approvi l’operazione o imponga condizioni invariate).
Sebbene generalmente l’accollo risulti meno oneroso rispetto a un nuovo mutuo, comporta comunque costi come la parcella notarile per la clausola di accollo e possibili spese di aggiornamento documentale; se l’accollo non coincide con l’acquisto, i costi notarili e fiscali possono aumentare.
Il processo può richiedere da alcune settimane a un paio di mesi, a seconda della complessità dell’operazione e della rapidità con cui la banca valuta la richiesta.
In conclusione, l’accollo del mutuo costituisce uno strumento strategico e vantaggioso per venditori e acquirenti di immobili già gravati da finanziamento, ma è essenziale comprenderne a fondo gli aspetti giuridici, economici e operativi: valutare il tipo di accollo, coinvolgere la banca in modo corretto e affidarsi a un professionista esperto può fare la differenza tra un’opportunità conveniente e un rischio sottovalutato.
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