Dietro ogni grande marchio c’è una narrazione capace di renderlo vicino alle persone  e riconoscibile nel tempo. Per Euroansa, questo lavoro di “umanizzazione” del brand  è affidato all’agenzia di comunicazione Vera, che sotto la guida dell’AD Giacomo  Pisani ha saputo raccontare l’identità della rete di consulenti del credito con uno stile  più umano e diretto. 

Vera ha curato tappe fondamentali della storia recente di Euroansa, dal grande evento  celebrativo per il ventennale, momento di sintesi tra passato e futuro, fino alla sfida  del podcasting. Proprio in quest’ultima avventura, il narratore d’eccezione Paolo  Ruffini ha raccontato i soci fondatori sotto una luce nuova, meno istituzionale  e molto più autentica. 

Abbiamo incontrato Giacomo per capire cosa significhi comunicare la finanza oggi  e come si costruisca un ponte emotivo tra un’azienda e il suo pubblico. 

Giacomo, la collaborazione tra Vera ed Euroansa ha vissuto un momento di  altissima intensità con l’evento dei 20 anni della società. Comunicare un  traguardo così importante in un settore “tecnico” come quello del credito non  è banale. Qual è stata la sfida più grande nel tradurre due decenni di  professionalità in un’esperienza che fosse, prima di tutto, emozionale per chi  l’ha vissuta? 

«Nel lavoro che facciamo come casa di produzione abbiamo la fortuna di relazionarci  con realtà molto diverse tra loro, sia per area professionale sia per tipo di richieste  rispetto alle attività da realizzare. Quindi è fondamentale ascoltare non solo le  esigenze del cliente, ma soprattutto le idee e i valori profondi di un’azienda che  desidera raccontarsi anche attraverso un evento. 

Con Euroansa questo passaggio è avvenuto in modo naturale, perché i soci avevano  un sentire comune e una sintonia totale rispetto al senso del progetto: celebrare il  valore delle persone. Un concetto fondativo anche per Vera.  

Per noi, il capitale umano è la vera ricchezza di un’azienda ed Euroansa aveva  espresso fin da subito il desiderio di valorizzare tutti coloro che, con impegno e  dedizione, contribuiscono ogni giorno al successo della loro rete di consulenti del  credito.

C’era soprattutto la volontà di “restituire” ai presenti qualcosa che andasse oltre il  singolo momento celebrativo, per lasciare un ricordo autentico dell’esperienza  vissuta, capace di sorprendere e generare emozioni positive. 

È da qui che è nata l’idea di scegliere come filo conduttore il tema “hic et nunc”,  proprio per dare forza al tempo presente, alla condivisione e alla centralità delle  persone, sia in quell’occasione sia nella quotidianità del lavoro. Con la  consapevolezza che chiunque è unico e importante per Euroansa, qui e ora». 

Attualmente siete impegnati nel progetto del podcast in cui Paolo Ruffini  intervista i soci fondatori e altre figure di Euroansa. È una scelta che rompe  gli schemi della comunicazione corporate tradizionale. Qual è, secondo te, la  forza di questo formato nel raccontare la genesi e la visione di un’azienda  attraverso le voci dei suoi protagonisti? 

«Il progetto si intitola “Che Peccato”. Lo spunto nasce dai sette vizi capitali, che sono  infatti il tema delle interviste. Li abbiamo scelti perché rappresentano debolezze e  difetti che ci ricordano quanto siamo fallibili ma, soprattutto, umani. 

Il gioco delle interviste si fonda però sull’autoironia, attraverso una serie di scambi  che, tra una risata e una piccola confessione, arrivano a trasformare il punto di vista.  Ogni peccato può avere anche un’accezione diversa, se impariamo a guardarlo con occhi nuovi. Per esempio, un peccato di gola può significare anche saper godere  appieno della vita, mentre la superbia può trasformarsi in consapevolezza di sé e  spirito di autodeterminazione. 

Usiamo quindi l’ironia per parlare delle magnifiche imperfezioni degli esseri  umani e, ancora una volta, torniamo a quello che per Euroansa rappresenta il vero  comune denominatore, vale a dire le persone». 

Spesso le collaborazioni più longeve e di successo nascono da una profonda  affinità che va oltre il semplice rapporto tra fornitore e cliente. Guardando al  percorso fatto insieme finora, quali sono i valori fondamentali che, secondo  te, accomunano Vera ed Euroansa? E in che modo questa sintonia influisce  sulla riuscita dei vostri progetti creativi? 

«Credo di poter affermare che il nostro sia stato davvero un incontro fortunato, quasi  un colpo di fulmine. Semplicemente, quando ci siamo incontrati, ci siamo  riconosciuti.

Ci sono stati molti elementi che ci hanno fatto sentire reciprocamente “a casa” fin  da subito. L’ironia, per esempio, con il non prendersi troppo sul serio e quella  sensazione di sentirsi accolti, ridendo anche insieme. Tutti elementi che spesso si  danno per scontati, ma che non lo sono affatto. Ma non dimentico la cura nel fare  bene le cose, l’attenzione ai dettagli e la volontà di realizzare progetti con passione  ed entusiasmo. 

Ci accomunano anche valori come la lealtà, la trasparenza e l’onestà, perfino  nell’ammettere qualche errore, perché restiamo umani. Anche perché, a quel punto,  la vera forza è la capacità di affrontarlo insieme. C’è la voglia costante di mettersi  continuamente alla prova per costruire progetti nuovi e utili, sempre con grande  attenzione verso l’altro. 

Sono questi gli aspetti che maggiormente ci accomunano, anche se ormai è molto  tempo che lavoriamo insieme e siamo diventati amici. Devo quindi aggiungere alla  lista l’affetto e la stima che ci legano. Quando nascono contaminazioni così fortunate  come quella tra Vera ed Euroansa, lavorare diventa non solo un piacere, ma anche uno spazio in cui esprimere creatività e valorizzare il lavoro delle persone che  lo rendono possibile ogni giorno».